Rettili e anfibi sono tra gli indicatori ecologici più sensibili: anfibi come indicatori della qualità delle acque e degli ambienti umidi, rettili come indicatori della struttura degli habitat aperti. Entrambi i gruppi richiedono metodi specifici, perché la loro attività dipende strettamente dalla temperatura e dall’ora del giorno.
Stagionalità: quando censire
Gli anfibi sono attivi tra febbraio e ottobre. Il periodo più favorevole è la stagione riproduttiva — febbraio–aprile per le specie di pianura, aprile–giugno per le specie montane — quando gli adulti si concentrano nelle pozze. I sopralluoghi notturni con torcia, nelle prime ore dopo il tramonto nelle giornate miti (> 8–10°C), danno i conteggi più alti.
I rettili sono attivi da marzo a ottobre. Il momento migliore è la mattina, quando gli animali si mettono al sole (basking) prima che la temperatura raggiunga il picco pomeridiano. Temperature ottimali: 15–25°C.
Piastre di rifugio
Le piastre di rifugio (cartone ondulato bitumato, lastre di zinco, tegole) poste al suolo ai margini di radure, muretti a secco e aree aperte offrono riparo termico che attira rettili e anfibi. Il censimento consiste nell’alzare ogni piastra e registrare le specie presenti.
Le piastre si dispongono in serie numerate (10–20 per sito) e si controllano a cadenza settimanale o quindicinale. L’abbondanza si esprime come numero di individui per piastra per visita.
Sopralluogo notturno alle pozze
La tecnica più rapida per gli anfibi: l’operatore percorre lentamente i margini della pozza con torcia e conta gli adulti visibili. Si registra specie, numero di individui, stadio (adulto, amplesso, uova, larve) e copertura vegetale della pozza.
Cattura-marcatura-ricattura (CMR)
Il CMR permette di stimare la dimensione della popolazione. Gli individui si catturano, si marcano (smalto per unghie sulle dita per gli anfibi, foto individuale per le specie con pattern unico come la salamandra pezzata) e si rilasciano nel punto di cattura. Nelle sessioni successive, il rapporto tra individui marcati e non marcati alimenta il modello di Lincoln-Petersen.
Specie prioritarie nelle riserve italiane
- Tritone crestato (Triturus carnifex) — Allegato II, pozze con acqua permanente
- Ululone appenninico (Bombina pachypus) — ruscelli e pozze montane
- Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina perspicillata) — ruscelli del centro-nord
- Testuggine palustre (Emys orbicularis) — zone umide, in declino per perdita di habitat
- Testuggine di Hermann (Testudo hermanni) — macchia e gariga mediterranea
- Cervone (Elaphe quatuorlineata) — ambienti eterogenei del centro-sud
