Nessun uccello europeo usa l’acqua come il martin pescatore. Non nuota, non guada: si tuffa. Passa da posatoi sopraelevati a picchiate verticali in meno di un secondo, pesca sotto la superficie e risale. Tutto questo con un corpo di 16 centimetri.

Chi è e dove vive
Il martin pescatore (Alcedo atthis) appartiene alla famiglia Alcedinidae e frequenta corsi d’acqua lenti, canali di irrigazione, stagni e lagune con acque sufficientemente limpide da permettere la visione subacquea. La sua distribuzione in Italia copre tutta la penisola, con popolazioni sedentarie nelle pianure e movimenti migratori in quota. Le stime ISPRA indicano 5.000–10.000 coppie nidificanti.
Il piumaggio non lascia dubbi: dorso blu elettrico con riflessi verde-turchese, ventre arancio-ruggine, gola bianca. In volo radente sull’acqua è un lampo colorato difficile da confondere. I maschi si distinguono dalle femmine per il becco interamente nero; le femmine hanno la mandibola inferiore rosso-arancione.
Dove trovarlo
Le riserve con zone umide e sponde argillose sono gli ambienti migliori. Alcune aree particolarmente affidabili:
- Delta del Po (Ferrara/Rovigo) — canali e valli da pesca, presente tutto l’anno
- Lago di Lesina (Foggia) — sponde boscate, facile da osservare da novembre ad aprile
- Oasi di Massaciuccoli (Lucca) — riserva umida con popolazioni stabili
- Fiume Ciane (Siracusa) — corsi d’acqua a papiro, avvistamenti regolari in inverno
- Stagni di Molentargius (Cagliari) — canali interni, spesso visibile a pochi metri di distanza
Nidificazione
Le coppie scavano una galleria di 50–100 cm nelle sponde argillose verticali di fiumi e canali, a pochi centimetri dall’acqua. I lavori durano 2–3 settimane. All’interno si allarga una camera nido in cui depongono 6–7 uova bianche. Dall’incubazione all’involo dei pulli passano circa 50 giorni; spesso riescono due covate nella stessa stagione, tra marzo e luglio.
La sensibilità alle perturbazioni durante la nidificazione è alta: la regimazione delle sponde (cementificazione, pulizia meccanica) è la causa principale del declino registrato in molte aree padane.
Monitoraggio nelle riserve
Il censimento si basa su punti d’ascolto e osservazione distribuiti lungo i corsi d’acqua, effettuati nelle prime ore del mattino tra febbraio e giugno. L’indice standard è il numero di individui per km di sponda. Per le riserve con corsi d’acqua ramificati, il censimento in canoa o gommone è il metodo più efficiente e meno disturbante.
Un aspetto spesso trascurato: il martin pescatore usa le stesse porzioni di sponda anno dopo anno. Registrare le coordinate dei posatoi abituali e delle pareti di nidificazione permette di costruire, in pochi anni, una mappa precisa dei siti occupati e di rilevarne eventuali abbandoni.
Stai monitorando gli uccelli acquatici nella tua riserva?
RTC include Alcedo atthis nel database delle specie italiane. Le sessioni di censimento lungo i corsi d’acqua si registrano con data, operatore e coordinate GPS.

