Monitoraggio dei mammiferi nelle riserve naturali: metodi e strumenti

Molti mammiferi sono notturni, criptici o vivono in densità basse su superfici ampie. Il monitoraggio diretto funziona bene solo per gli ungulati. Per tutto il resto, il fototrappolaggio, il bat detector, il rilevamento delle tracce e le trappole a vivo sono gli strumenti principali.

Fototrappolaggio: lo strumento principale per i grandi mammiferi

La fototrappola registra il passaggio degli animali in automatico, 24 ore su 24. Il posizionamento sulle vie di transito preferenziali — guadi, passaggi sotto recinzioni, sentieri animali nei boschi — massimizza la probabilità di rilevamento. Per il lupo, la lince e il gatto selvatico si aggiunge l’esca olfattiva (urina sintetica, lure) per aumentare il tempo di permanenza davanti alla telecamera e consentire la fotoidentificazione individuale.

Con 10–15 trappole distribuite su 100 ha per 30 giorni consecutivi si ottengono dati sufficienti per il calcolo dell’occupancy e per la stima della densità di popolazione nei carnivori con strisce cutanee individualmente riconoscibili.

Chirotteri: bat detector e box acustiche

I chirotteri italiani emettono ultrasuoni nell’intervallo 15–120 kHz. Il bat detector converte questi segnali in audio udibile o in sonogrammi analizzabili. Tre approcci principali:

  • Transetto manuale: l’operatore percorre un transetto predefinito al tramonto con un rilevatore manuale e registra i contatti per km
  • Box acustica fissa: stazione automatica che registra le notti di attività su un punto definito, utile per monitorare la fenologia stagionale
  • Bat survey all’interno di rifugi: conteggio diretto degli individui nelle colonie riproduttive a fine giugno

L’identificazione a livello di specie dai registrazioni richiede software specializzato (BatExplorer, Kaleidoscope). Alcune specie — come il pipistrello di Savi (Hypsugo savii) e la nottola di Leisler (Nyctalus leisleri) — restano difficili da separare anche per gli esperti.

Piccoli mammiferi: trappole a vivo su griglia

Topi selvatici, arvicole, toporagni e ghiri si censurano con trappole a vivo (tipo Sherman) disposte su griglia sistematica. Ogni trappola si controlla ogni 12 ore, si registra la specie, si aneilla o si marca l’individuo e si rilascia nel punto di cattura. Il tasso di cattura per 100 trappole-notte è l’indice di abbondanza standard.

Ungulati: censimento notturno e bramito

Il censimento notturno con faro percorre un transetto in auto nelle ore buie. Gli ungulati reflettono la luce degli occhi e si contano per specie e classe. Almeno tre uscite notturne consecutive nelle stesse condizioni meteorologiche danno una stima affidabile. In settembre e ottobre, il conteggio dei maschi di cervo al bramito integra i dati del censimento visivo.

Specie target per le riserve italiane

  • Lupo (Canis lupus) — Allegato II Direttiva Habitat, monitoraggio obbligatorio
  • Lontra (Lutra lutra) — indicatore della qualità degli ambienti fluviali
  • Lince (Lynx lynx) — reintrodotta nelle Alpi, in espansione verso Appennino
  • Gatto selvatico (Felis silvestris) — spesso confuso con ibridi, richiede fotoidentificazione
  • Orso bruno (Ursus arctos) — Appennino centrale e Alpi orientali
  • Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) — Allegato II, colonie in grotte e edifici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Preferenze sui cookie

Qui puoi scegliere quali categorie di cookie attivare. I cookie tecnici sono sempre attivi perché servono al funzionamento del sito. Puoi cambiare idea in qualsiasi momento dal pulsante dei cookie.
  • Sempre attivi