Le farfalle sono tra i migliori bioindicatori degli ambienti aperti. Rispondono rapidamente ai cambiamenti nella composizione floristica delle praterie e riflettono la qualità degli habitat con una fedeltà che poche specie animali possono eguagliare. Per le riserve che gestiscono praterie aride, pascoli montani o radure forestali, il loro monitoraggio è un investimento a basso costo con un alto valore informativo.
Il metodo del transetto (BMS)
Il Butterfly Monitoring Scheme (BMS) è il protocollo standard internazionale per il monitoraggio delle farfalle diurne. L’operatore percorre un transetto predefinito di lunghezza fissa (500–2000 m) a passo costante (2–3 km/h) e conta tutte le farfalle visibili in un corridoio di 5 m per lato e 5 m avanti. Il conteggio si effettua solo nelle condizioni ottimali: temperatura > 17°C, sole o cielo parzialmente nuvoloso, vento debole.
In Italia, il coordinamento nazionale del BMS è gestito da ISPRA. Le riserve che aderiscono al programma contribuiscono con dati che entrano nel database europeo e permettono il calcolo degli indici di abbondanza multiannuali.
Stagionalità e numero di sopralluoghi
La stagione va da aprile a settembre. Per catturare le specie univoltine e quelle plurivoltine, il protocollo BMS prevede almeno un sopralluogo ogni due settimane. In pratica, le riserve che non aderiscono formalmente al BMS lavorano su 4–6 sopralluoghi annui concentrati nei mesi di picco diversità: maggio–luglio per la maggior parte degli ambienti.
Monitoraggio dei lepidotteri notturni
Le falene (Heterocera) superano per numero di specie le farfalle diurne di un ordine di grandezza. Il loro monitoraggio usa trappole luminose (trappola di Robinson o Rothamsted con lampada UV) azionate di notte. Gli individui catturati si identificano, si contano e si rilasciano.
Specie target nelle riserve italiane
Le specie inserite nell’Allegato II della Direttiva Habitat:
- Euphydryas aurinia — praterie umide con Succisa pratensis
- Lycaena dispar — ambienti umidi con Rumex spp.
- Zerynthia polyxena — ambienti caldi con Aristolochia spp.
- Papilio alexanor — versanti rocciosi aridi del Mezzogiorno
- Parnassius apollo — praterie alpine rocciose con Sedum spp.
- Callimorpha quadripunctaria — siepi e bordi forestali
Il legame tra lepidotteri e flora
La maggior parte delle farfalle dipende da una o poche piante ospiti per le larve. Il monitoraggio è quindi inseparabile da quello della flora. I dati pluriennali permettono di valutare se gli interventi di gestione (sfalcio, pascolo controllato) stanno raggiungendo l’obiettivo.
